ETHIOPIA

ETHIOPIA

photos: J. Manuel Castro Prieto /Agence VU'
location: Ethiopia

Exhibition opening: February 2, 2012 Galerie VU, Paris

Presented for the first time in France, “Ethiopia” is the result of  four different trips of the photographer Juan Manuel Castro Prieto in the area, a multi-ethnic country of impressive cultural richness. Ethiopia is a real obsession for Juan Manuel Castro Prieto, who returned there several times. There he finds an ancestral memory of humanity. His photos, where for once the color alternates with black and white, lack of exoticism and stereotypes and are more a meditation than a prolonged travel account. Both poetic and symbolic, it brings us into a land cultivated, in an ambiguous temporality in which the ” original” figure , embodied by the silhouette which fades away, and the ubiquitous presence of spirituality, establish a dialogue with objects, signs and behaviors of the contemporary world.
An Ethiopia which is is not that of exoticism or violence, an Ethipia which has preserved  the underlying reasons that led there Rimbaud, when he talked about Abyssinia .. You can not talk about travel photography here, nor it is a travel account , nor mere impressions, description or commentary. We can talk of Photography, of course, to the extent where it can create this permanent tension between illusion and reality, fairy tale and experience.

FOR ITALY ONLY

 

Presentata per la prima volta in Francia, l’esposizione Etiopia è il risultato di quattro viaggi di Juan Manuel Castro Prieto in Etiopia, paese multietnico di una ricchezza culturale impressionante.
L’Etiopia rappresenta una vera ossessione per Juan Manuel Castro Prieto, ci ritorna diverse volte.
Lì ritrova una memoria ancestrale dell’umanità. Le sue foto, dove per una volta il colore si alterna con il bianco e nero, sono prive di esotismo e stereotipi e sono più  una meditazione prolungata che un resoconto di viaggio. Sia poetica che simbolica, ci porta in una terra colta, in una temporalità ambigua dove la figura delle origini, incarnata da questa silhouette che si allontana, e la presenza diffusa della spiritualità instaurano un dialogo con gli oggetti, segni e comportamenti del mondo contemporaneo.
Un Etiopia che non è quella dell’esotismo o della violenza, un’Etiopia che ha conservato le ragioni profonde che portarono lì Rimbaud quando si parlava di Abissinia..Non si può parlare di fotografia di viaggio, ne di resoconto di viaggio, ne d’impressioni, ne di descrizione o commentario. Di fotografia certamente, nella misura dove questa sa creare questa tensione permanente tra illusione e realta, favola ed esperienza.

SOLO PER L’ITALIA